CREDITO D'IMPOSTA

CREDITO D'IMPOSTA
01/4/21
GLI ADEMPIMENTI PER IL CREDITO D'IMPOSTA

I settore agromeccanico sta beneficiando di importanti misure finanziare previste dalla legge di bilancio e volte a incentivare gli investimenti in nuove tecnologie. Pur non essendo ancora ben chiaro l'iter fiscale da seguire, il credito d'imposta sta smuovendo il mercato. Riassumiamo di seguito gli adempimenti necessari per poter usufruire dell'agevolazione.
Per le imprese agricole, il credito d'imposta previsto per gli investimenti in nuovi beni e servizi strumentali all'attività, è sicuramente un intervento importante.
[agevolazione spetta alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022. Sono ammesse anche le operazioni perfezionate entro il 30 giugno 2023 a condizione che l'ordine sia stato accettato dal venditore prima del 31 dicembre 2022 e sia stato versato un acconto non inferiore del 20% del costo di acquisizione. Le aliquote di credito d'imposta attualmente previste variano dal 10 al 50% in funzione della tipologia di investimento realizzato e del periodo nel quale si verifica l'operazione. Per ulteriori elementi in materia si rimanda ai commi da 1051 a 1065 della legge di bilancio 2021.
 
GLI ADEMPIMIENTI NECESSARI
Vediamo sinteticamente gli adempimenti a cui attenersi per poter accedere al credito d'imposta previsto dalla legge di bilancio.
Diciture in fattura. Innanzitutto deve essere conservata l'apposita documentazione dimostrante il sostenimento della spesa e il corretto calcolo del credito d'imposta. Le fatture e gli altri documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati (anche in tutti i documenti riferiti al leasing) devono contenere l'espresso riferimento alle disposizioni di legge: «Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d'imposta di cui all'articolo 1 commi 1051-1063 legge n. 178/2020».
Per gli investimenti che rientrano nella precedente formulazione (Credito d'imposta 2020) va riportata la seguente indicazione nei documenti: «articolo 1, commi 184-197, legge 27 dicembre 2019, n. 160».
La mancata indicazione in fattura dello specifico riferimento alla norma costituisce causa di revoca dell'agevolazione; si può comunque regolarizzare eventuali fatture che ne fossero sprovviste, apponendo i riferimenti di legge in modo indelebile. Per le fatture elettroniche si può, in alternativa, stampare il documento di spesa apponendo in modo indelebile le indicazioni, o redigere un documento elettronico, da unire all'originale e conservare elettronicamente insieme allo stesso.
Periodo dell'investimento. Per poter verificare in quale periodo di applicazione del credito d'imposta si rientra, si deve poter risalire al momento di effettuazione dell'investimento. Per quanto riguarda i beni mobili, il momento di effettuazione dell'investimento, ai fini dell'applicazione della nuova versione del credito d'imposta, coincide con la consegna del bene (anche per i leasing),ovvero, se successiva, con la data di acquisizione della proprietà del bene. Il credito è utilizzabile dopo l'entrata in funzione del bene oppure per quanto riguarda i beni con le caratteristiche «Industria 4.0», dopo l'avvenuta interconnessione con l'attività aziendale. Bisogna quindi tenere prova attestante di questi momenti.
Perizia o dichiarazione. Per i beni che rientrano nel credito d'imposta con le caratteristiche di «Industria 4.0» viene richiesta una perizia asseverata di un tecnico abilitato oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione. Per gli investimenti di valore inferiore a 300.000 euro l'adempimento può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva da parte del legale rappresentante dell'azienda.
Sia nella perizia che nella dichiarazione del titolare devono essere attestati:
  • il possesso del bene delle caratteristiche previste dalle disposizioni «Industria 4.0»;
  • dichiarazione di avvenuta inter-connessione al sistema aziendale. Al Mise (Ministero dello sviluppo economico) dovrà essere inviata un'apposita comunicazione (tramite un modello e modalità che a breve verranno definite da uno specifico provvedimento ministeriale) necessaria a monitorare l'utilizzo del credito d'imposta.
Dichiarazione dei redditi. Il credito d'imposta dovrà essere indicato nel quadro RU (destinato ai crediti d'imposta) della dichiarazione dei redditi.
Per l'utilizzo del credito d'imposta è necessario essere in regola con:
  • i versamenti contributivi in materia di lavoro dipendente;
  • il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il credito d'imposta non è soggetto alle restrizioni sulle compensazioni. Va compensato con tributi e contributi nel modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:
  • 6935;
  • 6936 per credito d'imposta relativo a investimenti con i requisiti «Industria 4.0»;
  • 6937 per investimenti in beni immateriali.
Per il credito d'imposta maturato per investimenti effettuati nel 2020 ai sensi della legge n. 160/2019 vanno invece utilizzati i seguenti codici tributo:
  • 6932;
  • 6933 per credito d'imposta relativo a investimenti con i requisiti Industria 4.0;
  • 6934 per investimenti in beni immateriali.
Il credito d'imposta va esposto nella sezione Erario, indicando l'anno di entrata in funzione o di interconnessione del bene.
Quote di compensazione. L'utilizzo in compensazione può avvenire in 3 quote annuali (in precedenza erano 5) di pari importo.
L'Agenzia delle entrate di recente ha precisato che, nel caso di mancato utilizzo per intero della quota annua, l'eccedenza può essere riportata all'anno successivo per sommarsi alla quota da utilizzare.
Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni (tipo Sabatini), nel limite del valore dell'investimento. LUE ha tuttavia precisato che il credito d'imposta, ancorché riconosciuto alla generalità delle imprese (aziende sia da reddito d'imprese sia da reddito determinato catastalmente), costituisce comunque un contributo pubblico; perciò, con riferimento alle medesime spese, il cumulo del credito d'imposta con eventuali aiuti del Psr è ammesso, ma deve rimanere entro i limiti fissati dall'allegato II del regolamento (UE) n. 1305/2013 previsti per i Psr.
Trasferibilità del credito. L'agenzia delle entrate con la Risposta n. 85 del 5 marzo 2020 evidenzia che un credito d'imposta può essere trasferito da una società di persone ai rispettivi soci, per la parte non utilizzata, in proporzione delle quote di partecipazione. Devono esserne chiarite con precisione tempi e modalità.
Il credito d'imposta non rientra nella base imponibile ai fini del calcolo delle imposte e dell'Irap (Imposta regionale sulle attività produttive).
Contabilmente va rilevato come contributo in conto impianti imputandolo a ricavo (non imponibile fiscalmente) in quote rispettive al periodo di ammortamento, ossia il ricavo va spalmato per tutto il tempo di utilizzo del bene.
                                                                                                                                                                                                                    Daniele Hoffer
rivista MAD